Schengen | Dèlio Jasse, Anna Raimondo, Jebila Okongwu @ Villa Romana, Firenze [12 luglio]

Schengen | Dèlio Jasse, Anna Raimondo, Jebila Okongwu


92
12
luglio
19:30 - 23:30

 Pagina di evento
Villa Romana
Via Senese 68, 50124 Florence, Italy
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Schengen è una mostra in tre parti che riflette sui limiti dei confini politici e socio-culturali attraverso una trasformazione totemica di corpi e beni in oggetti della memoria. Prendendo spunto dall’identità transnazionale e dal Mar Mediterraneo come immagini fluide di legalità e umanità, le opere mettono in questione i valori che scaturiscono dagli accordi internazionali, i cui risultati sono spesso destinati a naufragare anzitempo. L’indebolimento delle tradizioni – e la destabilizzazione che ne deriva e si ripercuote sui contesti ambientali — la fine delle immagini precostituite, legate all’appartenenza nazionale e l’escalation della crisi globale, hanno gettato le fondamenta per una rottura dei canoni e per una dislocata leggibilità culturale.

In occasione dell’inaugurazione della mostra Schengen, a Villa Romana si terrà una conversazione aperta al pubblico tra gli artisti Délio Jasse e Anna Raimondo e i curatori Jebila Okongwu e Justin Randolph Thompson di Black History Months Florence, durante la quale saranno proposte possibili approcci alle opere degli artisti e ai grandi temi trattati in questa mostra.

Délio Jasse (nato nel 1980 a Luanda, Angola) vive e lavora tra Milano e Lisbona. Nei suoi lavori fotografici, intreccia spesso immagini trovate casualmente con testimonianze biografiche – come le foto trovate su passaporti o album di famiglia, ad esempio — per stabilire dei collegamenti interni al materiale fotografico. Jasse è noto anche per le sue sperimentazioni sui processi di stampa analogici e per aver elaborato delle proprie tecniche di stampa. Di recente ha partecipato alle mostre collettive African Metropolis presso il Museo nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI), Roma (2018) e Recent Histories: New Photography from Africa organizzata presso il Walther Collection Project Space di New York (2017), alla dodicesima biennale di Dakar (2016), alla 56esima Biennale di Venezia (Padiglione angolano, 2015), all’Expo di Milano (Padiglione angolano, 2015), presso la Calouste Gulbenkian Foundation in Portogallo (2013) e alla nona edizione della rassegna Bamako Photography Encounters (2013). È stato uno dei tre finalisti del BES Photo Prize (2014) ed è stato vincitore nel 2015 dello Iwalewa Art Award 2015.

Anna Raimondo (nata nel 1981 a Napoli) vive a Bruxelles ed è un’artista attiva a livello internazionale. Ha portato a termine un master in Sound Arts presso il London College of Communication. Ha preso parte a numerose mostre e festival internazionali; tra le sue ultime mostre vi sono la collettiva Africa is no Island presso il MACAAL di Marrakech (2018) e la personale Mi porti al mare? presso il MAAC di Bruxelles (2017). I suoi lavori radiofonici sono stati trasmessi in vari paesi. Come curatrice, si è concentrata sull’arte sonora e radiofonica, per esempio per il Victoria and Albert Museum di Londra e Le Cube di Rabat. Insieme all’artista Younes Baba-Ali ha fondato la piattaforma radiofonica e di arte sonora Saout Radio, con sede in Marocco. Inoltre ha avviato con Amélie Agut il progetto Echoes sull’arte radiofonica e la memoria sonora. Ha vinto il premio Palma Ars Acustica nel 2016 e il premio per il miglior paesaggio sonoro indetto dal PIARS (Premio internazionale delle Arti sonore).

Jebila Okongwu (nato a Londra) porta avanti una critica degli stereotipi dell’Africa e dell’identità africana e li ripropone in forma di controstrategia, attingendo al simbolismo, alla spiritualità e alla storia africana. Anche le questioni sociopolitiche hanno un ruolo fondamentale nella sua arte. Okongwu si serve spesso di confezioni di banane, mettendo in luce come gli slogan carichi di cliché e la grafica tropicale servano a dare l’idea di una provenienza “esotica” dei prodotti, analoga alla distorsione esoticizzante dei corpi portata avanti dalla prospettiva etnocentrica. Le confezioni di banane, spedite da Africa, Caraibi e sud America in Occidente, ripercorrono le antiche rotte dello schiavismo e sottolineano ancora una volta il persistere di modelli di commercio, migrazione e sfruttamento. Uno dei temi recenti nel lavoro di Okongwu è il vulcano. Tra le importanti istituzioni che hanno ospitato le opere di questo artista vi sono l’American Academy di Roma, il Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli (2014) e il museo di Arte contemporanea MACRO di Roma, città dove l’artista vive e lavora.

Orario di apertura: dal martedi al venerdi dalle ore 14 alle 18 e su appuntamento
— Schengen is a three-part exhibition that examines the limitations of socio-cultural and political borders through a totemic memorialization of the migration of bodies and the flow of goods. Drawing upon transnational identity and the blue water of the Mediterranean as fluid conceptions of legality and humanity, the works problematize the values instilled by international agreements, whose application often leads to disastrous consequences. The destabilizing of the environmental impact of fading traditions, the evasion of prescribed images of nationalistic belonging and the escalation of global crisis set the foundation for ruptured canons and displaced cultural legibility.
For the occasion of the opening of the exhibition, the artists Délio Jasse, Anna Raimondo and Jebila Okongwu will engage in a dialogue with the curators Janine Gaëlle Dieudji and Justin Randolph Thompson of BHMF (Black History Month Florence) and the public, to provide insight to their work and to the broader themes embraced by the exhibition.
Délio Jasse (born in 1980, Luanda, Angola) currently lives and work between Lisbon and Milan. In his photographic work, Délio Jasse often interweaves found images with clues from past lives (found passport photos, family albums) to draw links between photography. Jasse is also known for experimenting with analogue photographic printing processes as well as developing his own printing techniques. Recent exhibitions include the group shows African Metropolis at the Museo nazionale delle arti del XXI secolo in Rome (2018) and Recent Histories: New Photography from Africa in the Walther Collection Project Space in New York (2017). Further his work was part of the official selection of the 12th Dakar Biennale (2016), and the 56th Venice Biennale (Angolan Pavilion, 2015). He was one of three finalists in the BES Photo Prize (2014) and won the Iwalewa Art Award in 2015.

Anna Raimondo (born in 1981, Naples, Italy) lives in Brussels and works internationally. She completed the MA Sound Arts at the London College of Communication. She has participated in several international exhibitions and festivals, Recent exhibitions include the group show Africa is no island at MACAAL, Marrakech (2018) and the solo show Mi porti al mare? at MAAC, Brussels (2017). Her radiophonic works have been broadcast internationally. In her curatorial projects she mainly focuses on sound and radio art e.g. in the V&A Museum, London or Le Cube in Rabat. With the artist Younes Baba-Ali she cofounded the radio and sound art platform Saout Radio, based in Morocco. She also initiated Echoes with Amélie Agut about radio art and sonic memories. She has won the Palma Ars Acustica 2016 and the price of best soundscape in the frame of the sound art competition PIARS.

Jebila Okongwu (born in London) critiques stereotypes of Africa and African identity and repurposes them as counterstrategies, drawing on African symbolism, spirituality and history. Socio-political concerns are also fundamental to his art. Okongwu often works with banana boxes and considers that their cliched slogans and tropical graphics articulate an ‘exotic’ provenance, much like the exoticisation of African bodies from an ethnocentric perspective. When these boxes are shipped to the West from Africa, the Caribbean and South America, the old routes of slavery are retraced, accentuating existing patterns of trade, migration and exploitation. A recent motif in Okongwu’s work is the volcano. Prominent institutions that have hosted exhibitions of the artist include the American Academy in Rome (2015), the Museo Nazionale di Capodimonte in Naples (2014), and the MACRO Museum of Contemporary Art, Rome (2013). The artists lives and works in Rome.

Opening hours: Tuesday to Friday 2 to 6 pm and on appointment.
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